Cop23: a Bonn si respira un brutto clima

December 28, 2017

 

L'articolo completo di Ludovico Basili (Istituto Ecoambientale) è consultabile  da http://www.confronti.net/confronti/2017/12/cop23-a-bonn-si-respira-un-brutto-clima/

 

 

A Bonn, nel corso della Conferenza è stato presentato il rapporto “Global Carbon Budget 2017” pubblicato su Environmental Research Letters, secondo cui, dopo tre anni di relativa stabilità, nel 2017 le emissioni globali di CO2 da combustibili fossili potrebbero nuovamente salire: +2% a fine anno (con un ampio margine di incertezza tra +0,8 e +3,0%): «Ciò è molto deludente. Con le emissioni globali di CO2 delle attività antropiche stimate a 41 miliardi di tonnellate per il 2017, si sta esaurendo il tempo per contenere il riscaldamento della Terra ben al di sotto di 2 gradi centigradi rispetto ai livelli preindustriali, cosi come previsto dall’Accordo di Parigi 2015». Se questo dato fosse confermato, l’agognato “picco delle emissioni” a livello mondiale non sarebbe ancora stato raggiunto. Il ritorno alla crescita delle emissioni globali nel 2017 è in gran parte dovuto a una ripresa delle emissioni cinesi (+3,5% stimato a fine anno).

Questa inversione di trend è attribuibile a un aumento del 3% dell’uso di carbone, sulla spinta di un’accelerazione della produzione industriale ma anche di una minore produzione di energia idroelettrica. La diminuzione di quest’ultima costituisce un elemento cruciale, come è stato osservato anche in Italia negli ultimi anni, proprio perché gli effetti del cambiamento climatico riducono la portata dei bacini. Il Global Carbon Budget 2017 evidenzia anche che sebbene «la green economy sia in pieno boom in Cina come altrove, la crescita della domanda di energia viene soddisfatta anche con nuove infrastrutture di petrolio, carbone e gas».

Il prevedibile aumento delle emissioni mondiali di CO2 del 2017, che segue un triennio di sostanziale stabilità, suona come campanello d’allarme, con un messaggio molto chiaro per tutti i Governi impegnati nella Cop23: per attuare l’Accordo di Parigi e riuscire a contenere l’aumento della temperatura media globale ben al di sotto dei 2° C, è quanto mai urgente rivedere gli impegni nazionali a oggi sottoscritti aumentandone il livello di ambizione e rendendoli più incisivi e cogenti.

Lo scenario che abbiamo di fronte non è dei migliori, tanto che alla fine della Conferenza il commento più ricorrente è stato «non si è deciso nulla e intanto le emissioni crescono e il tempo per fermare l’aumento della temperatura si esaurisce». Impossibile affermare il contrario.

CONTINUA   http://www.confronti.net/confronti/2017/12/cop23-a-bonn-si-respira-un-brutto-clima/

 

 

 

 

Please reload

Post in evidenza

RIGENERAZIONE DELL'ESISTENTE

December 9, 2016

1/1
Please reload

Post recenti
Please reload

Archivio
Please reload

Cerca per tag
Please reload

Seguici