economia circolare in edilizia - introduzione

October 1, 2017

Si parla di ECONOMIA CIRCOLARE nel momento in cui non si superano le dinamiche economiche di tipo lineare: usa e getta. L'economia lineare risulta INsostenibile per l'ambiente in quanto brucia risorse e materie prime e produce rifiuti, mentre  l'economia circolare trasforma rifiuti in risorse.

 

Riutilizzare, ridurre gli sprechi, proteggere l’ambiente: questi, e altri, sono gli elementi che caratterizzano l’economia circolare di cui molto si continua a discutere a livello europeo. L’obiettivo è “chiudere il cerchio”, cioè ottimizzare lo sfruttamento di risorse e materie prime nell’intero ciclo di vita, dalla produzione al consumo e poi allo smaltimento/recupero.

L’economia circolare comporta non solamente il massimo riutilizzo possibile dei materiali, ma anche l'individuazione e l'uso di materiali che possano essere riutilizzati o recuperati e riusati. 

 

Ora, in molti ne parlano, qualcuno è pronto a sentirsi coinvolto (a farsi promotore), ma a tutti gli effetti le ricadute efficaci sul modo di costruire corrente sono ridotte al minimo. Un mercato in crisi come quello delle costruzioni non incentiva in  alcun modo le nuove tecnologie collegate ad una visione di economia circolare. Dallo Stato, dalle Regioni e dai Comini provengono confuse indicazioni (troppi interessi in gioco) e scarsi vantaggi (incentivi limitati) rivolti a chi intenderebbe mettere mano o ha già iniziato a proporre nuovi processi costruttivi. 

L'azione progettuale e costruttiva si limita spesso, nell'edilizia più diffusa, ad individuare quasi esclusivamente il solo contenimento dei consumi energetici (che già non è cosa da poco) con scelte che integrano marginalmente il tradizionale modo di costruire. Certo, ci rendiamo conto che la struttura produttiva ed economica che ha precedentemente sostenuto l'espansione del settore edilizio non risulta facilmente smantellabile, ma dobbiamo prendere atto che tutto ciò che poteva essere positivo in passato oggi potrebbe non essere più riproponibile. L'evoluzione non può essere limitata alla scelta marginale di alcuni materiali (non necessariamente "nuovi") da adottare nel corso della costruzione, ma deve vivere di una visione innovativa complessiva di tutto il processo costruttivo.

 

Il progettista e ancor più l'impresa di costruzione devono avere il coraggio di stravolgere la propria visione (tradizione, abitudine) del modo di costruire facendo riferimento ad un tipo di economia differente, o meglio, capace anche di non produrre rifiuto nel futuro.

Certo che non si può pensare al soggetto imprenditore come unico attore sulla scena. La pubblica amministrazione, il cittadino (che vota chi indirizza la pubblica amministrazione),gli abitanti (futuri fruitori della costruzione) devono principalmente essere sensibili alla nuova visione e sensibilizzati a prendere atto dell'impossibilità di procedere con l'attuale schema economico che consuma risorse e prodotti (ed energia) e produce rifiuti.

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