La meccanica dell'Architettura

March 17, 2017

 

Argomento di particolare interesse, certamente inconsueto, ma carico di innovazione. Quasi una contraddizione nei termini, ma perfettamente coerente con gli obbiettivi di chi vede il nuovo modo di progettare, costruire e vivere la casa evoluta, efficiente, di qualità. 

Si riporta integralmente di seguito il testo e si invita ad approfondire sul LINK riportato

 

"Parlare di Meccanica dell’Architettura significa riunire due ambiti da sempre collegati e inscindibili sino a poco più di un secolo fa, cercando di ristabilire il rapporto – complesso – di conoscenze multiple necessarie per affrontare in maniera contemporanea il problema della progettazione di spazi sostenibili. Questo non significa operazioni di retroguardia e di recupero di tecniche antiche, sorpassate, bensì stabilire nuove regole attraverso un nuovo paradigma costruttivo e quindi lavorare sulla riscrittura del codice costruttivo appropriato che viene ricomposto attraverso l’attualizzazione e la razionalizzazione di prassi e tecniche che derivano dal passato ma che trovano un’applicabilità e una spinta notevole e innovativa dai prodotti industriali oggi presenti sul mercato.

La Costruzione Stratificata a Secco e in generale la progettazione di architettura mediante la Tecnologia Stratificata a Secco ci consentono di proporre per il nuovo secolo metodologie costruttive, processi edilizi, prodotti e progetti più vicini agli attuali fabbisogni. I dati di mercato segnalano crescite continue dell’applicazione delle tecnologie di costruzione stratificata a secco e i recenti requisiti di risparmio energetico mostrano che anche per il comparto residenziale ci sono ragionevoli segnali circa un aumento nell’applicazione di tecniche Struttura/Rivestimento (S/R come definito da Zambelli, Vanoncini e Imperadori più di un decennio fa) proprio perché appropriate a risolvere diversi tipi di problemi progettuali. La tettonica dei sistemi S/R segue un processo meccanico: gli elementi costruttivi esistono già, sono stati prodotti per la quasi totalità industrialmente e in cantiere essi devono essere connessi gli uni agli altri a secco, seguendo il progetto architettonico-tecnologico. La libertà formale e prestazionale è quindi totale e potenzialmente infinita."

 

Autore: Marco Imperadori - Ingegnere, PhD in Ingegneria Ergotecnica Edile, professore associato presso il Politecnico di Milano-Dipartimento Best, titolare della cattedra di Progettazione e Innovazione Tecnologica presso la Facoltà di Ingegneria Edile-Architettura.

 

LINK utile: www.prointec.it

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