Due gradi in più...due gradi in meno!

June 22, 2016

 

 

Il grande evento

 

22 aprile 2016, 175 paesi firmano ALL'ONU gli accordi per contrastare il cambiamento climatico.

Giornata nera per chi produce e vende carbone , petrolio e gas.

Giornata di grande responsabilità per i governi che firmano.

Giornata di proiezione verso il futuro per coloro che credono ed hanno creduto nell'energia sostenibile.

I leader del mondo firmano per il clima. Per la prima volta un accordo che coinvolge ed impegna tutti i paesi del mondo (sviluppati ed emergenti) verso un percorso per diminuire l’impatto del riscaldamento globale.

La danza dei gradi di temperatura - Il 2020 è l'anno  dei limiti più stringenti alle emissioni. L'obiettivo comune è  impedire il surriscaldamento globale di più di DUE GRADI con l'impegno ambizioso del contenimento ai 1,5 gradi negli anni successivi.

La realtà - Comunque pur rispettando gli impegni sottoscritti si arriverebbe in ogni caso a 2,7 gradi, non rispettandoli si andrebbe oltre i 3,5. Sembra un nulla quel grado di differenza. Ma porterebbe a fenomeni disastrosi.

Cosa è fuori controllo - La riduzione dello strato di ozono conseguente all'emissione di gas come l'anidride carbonica (CO2). Da cosa è prodotta principalmente  la CO2: idrocarburi, petrolio, metano che combusti rilasciano appunto anidride carbonica.

Chi non crede o si oppone (BIG OIL) alla riduzione di CO2 - Chi guadagna dagli idrocarburi, chi estrae, chi lavora e chi li vende  (petrolio, benzina, gas derivati e metano). Chi non ha interesse alla riduzione della CO2 non  si preoccupa del riscaldamento della terra.

Il potere delle BIG OIL sembrerebbe infinito ed in grado di controllare qualunque strategia energetica: ma oggi hanno segnato il passo, non sono riuscite ad impedire l'ACCORDO. Da oggi si può cominciare a pensare che due terzi delle riserve di carbone, petrolio e gas dovranno restare inutilizzate dove naturalmente si trovano.

Il costo delle energie rinnovabili continua a ridursi, precipitare rispetto già a pochi anni fa: il solare costa 50 volte di meno, un chilowatt dal sole costa quanto uno  prodotto dal metano.

Il momento è favorevole - Le politiche  di sopravvivenza mondiale restano affidate ai singoli governi. Le società (noi tutti) non possono risolvere il problema delle CO2 senza i governi, ma  possono condizionare le scelte politiche. Anche tutti noi siamo responsabili dalle piccole scelte più o meno importanti, quelle che ci coinvolgono tutti i giorni, alle grandi scelte, riflettendo sul proprio sostegno a politiche orientate nella giusta direzione (evitando il rischio di inciampare in un qualche ”Trump” nostrano.

 Il 22 aprile 2016 traccia un confine - Da oggi nessun governo si potrà assumere la responsabilità di essere causa dello sforamento dei due gradi aprendo nuove centrali a carbone o ad idrocarburi o a gas (i turbogas non ricordano nulla?)

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