RIQUALIFICAZIONE

Il 1° febbraio 2012 è entrata a tutti gli effetti in vigore la Direttiva europea 2010/31/UE, più conosciuta come direttiva per la progettazione di “Edifici ad energia quasi zero”. Ne riportiamo di seguito un passaggio rilevante.

"Gli edifici sono responsabili del 40% del consumo globale di energia nell'Unione. Il settore è in espansione, e ciò è destinato ad aumentare il consumo energetico. Pertanto, la riduzione del consumo energetico e l'utilizzo di energia da fonti rinnovabili nel settore dell'edilizia costituiscono misure importanti necessarie per ridurre la dipendenza energetica dell'Unione e le emissioni di gas ad effetto serra. Unitamente ad un maggior utilizzo di energia da fonti rinnovabili, le misure adottate per ridurre il consumo di energia nell'Unione consentirebbero a quest'ultima di conformarsi al protocollo di Kyoto allegato alla convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC) e di rispettare sia l'impegno a lungo termine di mantenere l'aumento della temperatura globale al di sotto di 2°C, sia l'impegno di ridurre entro il 2020 le emissioni globali di gas ad effetto serra di almeno il 20% al di sotto dei livelli del 1990 e del 30% qualora venga raggiunto un accordo internazionale. La riduzione del consumo energetico e il maggior utilizzo di energia da fonti rinnovabili rappresentano inoltre strumenti importanti per promuovere la sicurezza dell'approvvigionamento energetico e gli sviluppi tecnologici e per creare posti di lavoro e sviluppo regionale, in particolare nelle zone rurali" (Direttiva 2010/31/UE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 19 Maggio 2010_cons.3)

Questi in breve gli obiettivi minimi europei:

  • ridurre i gas ad effetto serra di almeno il 20% rispetto ai livelli del 1990 (del 30% se gli altri paesi sviluppati assumeranno impegni analoghi); 

  • incrementare l'uso delle energie rinnovabili (eolica, solare, biomassa) giungendo ad una quota dell 20% di energia rinnovabile sul totale dei consumi di energia (attualmente le rinnovabili forniscono circa l'8,5% dell'energia totale);  

  • diminuire il consumo di energia del 20% rispetto ai livelli previsti per il 2020 grazie ad una migliore efficienza energetica.

In questo orizzonte i singoli stati si sono impegnati in maniera coordinata e complementare per raggiungere insieme il risultato.

Anche se questa data è passata tutto sommato in sordina, occorre ci ricordarsi che il tempo incalza e per mantenere le promesse fatte in vista del 2020 l'Europa, l'Italia, ed in ultima analisi noi, abbiamo ancora molto da fare: ad esempio il dato medio legato alla riduzione dei consumi si ferma solamente solamente al 9%, non particolarmente entusiasmante se si pensa che la linea base è posta ai dati di consumo del 1990, quindi a 22 anni fa. In questa gigantesca macchina il comparto edilizio ha purtroppo un peso molto elevato, essendo il responsabile del 40% delle emissioni totali di gas serra.

Si tratta quindi di una Direttiva indispensabile per la riduzione sostanziale dei consumi energetici di un comparto decisamente troppo energivoro e che delinea un quadro prescrittivo preciso, che spazia dalla definizione dei requisiti minimi per ciascun componente edilizio, fino alla definizione della strumentazione finanziaria.

Tra le novità maggiori che introduce la direttiva c'è il concetto di “Edifici ad energia quasi zero”, descrizione destinata a tutti gli edifici “ad altissima prestazione energetica, con fabbisogno energetico molto basso o quasi nullo coperto in misura molto significativa da energia da fonti rinnovabili, compresa l’energia da fonti rinnovabili prodotta in loco o nelle vicinanze.”

Il miglioramento delle prestazioni energetiche previsto dalla direttiva abbraccia tutto il patrimonio immobiliare, dagli edifici di nuova costruzione fino agli edifici esistenti o ristrutturati, esprimendosi anche in merito ai sistemi tecnici dell’edilizia (impianti di riscaldamento, sistemi di produzione dell’acqua calda, impianti di condizionamento, ventilazione) ed offrendo la possibilità a tutti gli Stati membri, di uniformare i propri strumenti ottimizzando i consumi.