LA CASA TUTTA ELETTRICA parte 1


La rinuncia al gas in una casa potrebbe essere possibile? In altri termini una abitazione tutta ed esclusivamente (100%) elettrica comporta vantaggi? E quali sono gli svantaggi? E’ un quesito che chi acquista o ristruttura si pone. La risposta non può considerare il solo impianto, ma coinvolge obbligatoriamente l’involucro e la sua capacità di mantenere l’energia all’interno della residenza. Anzi, il progetto deve partire dalla coibentazione dell’edificio.
Dobbiamo poi considerare altri due fattori che influenzano la miglior scelta, soprattutto nell’ultimo periodo: il ricorso ad energie rinnovabili (fotovoltaico) e la riduzione (o persino l’annullamento) degli interventi di manutenzione.

E’ infine inevitabile fare un riferimento al concetto di “comfort”, perché tra i principali benefici di una casa ben coibentata e tutta elettrica c’è proprio il benessere, la confortevolezza degli ambienti e la gestione e controllo a distanza (o domotico) della temperatura in ciascun locale.


Coibentazione dell’edificio per il periodo invernale
Il ricorso ad isolamenti termici elevati corrisponde a scelte di pacchetti murari esterni innovativi e di spessore consistente (fino a cm.55). Molte murature tradizionali risultano insufficienti ed il ricorso al sistema “a cappotto” può essere considerato soluzione di transizione e non soddisfacente in un progetto ingegneristico evoluto. La scelta costruttiva ideale per un’ottima coibentazione porta a spessori di puro materiale isolante (lana di roccia, di vetri o di legno) tra i 25 ed i 35 cm. Ci si approssima così all’idea di casa “passiva” o NZEB (acronimo di NEAR ZERO ENERGY BUILDING). Comunque ad una abitazione in cui l’immissione di energia termica risulti contenutissima (quasi nulla) per tutta la stagione invernale (quasi senza riscaldamento). Le case sul mercato immobiliare con queste caratteristiche sono rarissime.


Coibentazione dell’edificio per il periodo estivo
Potrebbe apparire strano o contraddittorio, ma all’elevata coibentazione, in estate, conseguirebbero stati di non-benessere se non si intervenisse con una minima “correzione” impiantistica. Il calore interno si accumula ed accresce se vi è attività umana (che produce calore). Tuttavia con una elevata coibentazione basta una quantità minima di energia per estrarre questo calore e ridurre immediatamente la temperatura (esempio del congelatore al sole di luglio a mezzogiorno che contiene il cubetto di ghiaccio). Potrebbe essere sufficiente
anche una semplice deumidificazione per rendere i locali estremamente confortevoli.


Riduzione del fabbisogno energetico
Quindi, l’obiettivo di un buon progetto si trova nel ridurre il fabbisogno energetico necessario per immettere calore in inverno o estrarlo in estate. In sostanza, bisogna pensare prima all’involucro e poi agli impianti.


Pompa di calore
Una casa totalmente elettrica prevede in genere l’utilizzo di una pompa di calore. Già un primo vantaggio sta sicuramente nella possibilità di produrre sia il caldo per l’inverno che il freddo (o la deumidificazione) per l’estate e quindi esclude il doppio impianto: caldaia per riscaldare ed il “condizionatore” per raffrescare. La pompa di calore conviene quando il carico termico risulta ridotto, in altri termini quando devo immettere poca energia per riscaldare. Inoltre un kW di energia elettrica spesa per il funzionamento della pompa rende tre volte tanto in energia termica.


Ricapitolando: alta coibentazione significa bassa quantità di calore e quindi basso consumo di
energia elettrica per ottenere un elevato rendimento termico.